Densitometria Ossea M.O.C.

Per la Prevenzione dell’Osteoporosi

La Densitometria Ossea è una tecnica diagnostica che permette di valutare in modo accurato e preciso la massa ossea, risultando particolarmente utile nella diagnosi dell’osteoporosi e nel monitoraggio di eventuali terapie farmacologiche; è attualmente considerata uno standard di riferimento per la diagnosi strumentale di osteoporosi ed un importante predittore del rischio di frattura.

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Strumenti moderni ed efficaci

La Farmacia Mazzini di Castellamonte esegue la densitometria ossea computerizzata con Sonost 2000 ad ultrasuoni, fornendo una consiglio accurato e personalizzato.

Il densitometro osseo ad ultrasuoni Sonost 2000 di Osteosys è uno strumento fondamentale per l’’individuazione dell’’osteoporosi.

Sonost 2000 misura i due parametri fondamentali in ultrasonometria ossea: l’’attenuazione dell’’onda BUA (Broadband Ultrasound Attenuation) e la velocità di propagazione SOS (Speed of sound) e li integra in un unico indice di qualità ossea : BQI (Bone Quality Index).

Il BQI del paziente viene confrontato col livello medio dei soggetti giovani (T-score) e con i soggetti della stessa età del paziente (Z-score).T-score e Z-score sono valori di semplice utilizzo che permettono davvero di classificare il paziente secondo la sua qualità ossea.

Sonost 2000

MOC – Densitometria ossea ad ultrasuoni

Una tecnologia non invasiva che monitora il rischio di osteoporosi senza esposizione ai raggi X. L’esame ad ultrasuoni del calcagno fornisce informazioni sul proprio rischio di frattura così come l’analisi del colesterolo fornisce indicazioni sul rischio di infarto miocardiaco.
Anche se l’esame evidenzia un rischio di osteoporosi, questo non significa che si presenterà una frattura ossea, così come un alto livello di colesterolo non indica che necessariamente si avrà un infarto. L’esito positivo però, è un importante indicatore che il rischio di fratture esiste ed è maggiore di quello che corre una persona sana.

Come funziona un esame ad ultrasuoni del calcagno?

L’ultrasonometro genera ultrasuoni che attraversano il tallone. Tale test si effettua sul calcagno perché la struttura dell’osso è simile dal punto di vista biomeccanico a quella del femore e delle vertebre, le sedi più soggette a frattura nei casi di osteoporosi. L’ultrasuono viene rallentato nella sua corsa se attraversa l’aria, quindi, durante questo esame, dell’acqua tiepida riempie le membrane a contatto con il calcagno per far sì che gli ultrasuoni non subiscano interferenze. Sul calcagno viene spruzzato dell’alcool per permettere la migliore conduzione degli ultrasuoni.

Questo esame ad ultrasuoni può essere dannoso?

Gli esami ad ultrasometria sono sicuri. Gli ultrasuoni vengono impiegati in medicina anche per visualizzare gli organi interni, persino in donne in gravidanza; la quantità di energia impiegata dagli ultrasuoni in questi casi è considerata assolutamente innocua per l’essere umano, pur essendo di gran lunga superiore all’energia utilizzata nell’esame ad ultrasuoni del tallone.
Attenzione: Non si consiglia di sottoporsi all’esame ad ultrasuoni sul calcagno se sono presenti ferite su questa zone 0 sulla pianta del piede. Si prega di informare l’operatore per prevenire la trasmissione di infezioni.

Cosa deve fare il paziente durante l'esame?

Per effettuare l’esame occorre che il piede sia nudo. Quindi si richiede cortesemente di togliere il calzino, la calza o il collant. La misura ha una durata di circa 10 secondi e per non comprometterne il risultato, il paziente dovrebbe cercare di rimanere il più possibile immobile senza parlare.

Soggetti a rischio

Il più importante fattore di rischio è l’età. Le donne sono più a rischio degli uomini perché tendono ad avere una struttura ossea più piccola e minuta.Un altro importante fattore che incide sulla fragilità delle ossa delle donne è la menopausa. Dopo la menopausa, le donne producono una quantità inferiore di ormoni, in particolare estrogeni, che di solito proteggono dalla perdita di massa ossea.

Le ossa sono in continua evoluzione, come altri organi del nostro corpo. Nel corso dell’infanzia e della giovinezza, le ossa crescono e si rafforzano. Si rag- giunge il picco di massa ossea intorno ai trent’anni d’età, poi col passare degli anni le ossa tendono ad indebolirsi. L’Osteoporosi è una condizione sica in cui le ossa diventano talmente fragili da rompersi. Tra i sintomi più facili da rico- noscere ci sono il calo di statura e la cifosi della parte superiore della colonna vertebrale. Le fratture più frequenti sono quelle dell’anca, delle vertebre o del polso.

Chi dovrebbe sottoporsi a questo tipo di test periodicamente?

Le persone soggette ai seguenti fattori di rischio:

  • Sesso femminile
  • Età avanzata
  • Magrezza
  • Frattura già esistente
  • Scarso esercizio fisico
  • Assunzione di alcuni farmaci (es. cortisonici, antiepilettici, ecc)
  • Familiarità con la malattia
  • Menopausa precoce
  • Asportazione delle ovaie
  • Dieta povera di calcio
  • Disordini alimentari
  • Alcool e fumo

Come riconoscere la presenza dell’osteoporosi

L’osteoporosi è spesso definita come “malattia silenziosa”. I primi segni della malattia si manifestano quando ormai le ossa sono già molto fragili. L’unico modo per scoprire se si soffre di questa malattia è misurare direttamente o indirettamente la massa ossea. Uno di questi test è l’esame del calcagno con gli ultrasuoni. Si utilizza uno strumento chiamato ultrasonometro che impiega gli ultrasuoni per misurare la resistenza dell’osso nel punto del calcagno più sensibile alle sue variazioni, grazie un’immagine visualizzata in tempo reale.
Esistono altri test, come la densitometria ossea a raggi X, che misurano la mineralizzazione delle ossa, e in particolare il contenuto di calcio. La quantità di minerale contenuta nelle ossa è direttamente proporzionale alla loro robustezza.

 

Perché è importante sottoporsi alla diagnostica M.O.C. ad ultrasuoni

L’esame ad ultrasuoni del calcagno fornisce informazioni sul proprio rischio di frattura così come l’analisi del colesterolo fornisce indicazioni sul rischio di infarto miocardiaco.

Anche se l’esame evidenzia un rischio di osteoporosi, questo non significa che si presenterà una frattura ossea, così come un alto livello di colesterolo non indica che necessariamente si avrà un infarto. L’esito positivo indica però, che il rischio di fratture esiste ed è maggiore di quello che corre una persona sana.
I risultati del test, associato ad altri esami, permettono al proprio medico di avere un quadro clinico complessivo dello stato osseo del paziente e di poter suggerire la terapia più opportuna per prevenire l’osteoporosi.

Per un approccio consapevole

Le linee guida per prevenire e contrastare l’osteoporosi secondo la Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro

  1. Segui un’alimentazione sana e ricca di calcio. Fai in modo che la tua famiglia abbia il giusto apporto di calcio, a qualsiasi età.
  2. Cerca di prendere il sole e fai scorta di vitamina d. Ma se questo non fosse sufficiente adotta degli integratori. Ma ricorda, sono un valido aiuto non una terapia!
  3. Fai attività fisica, uno sport adeguato alla tua età e condizione di salute. E ricorda che anche ballare può essere d’aiuto.
  4. Prenditi cura di te e adotta tutte le strategie per stare bene anche con i capelli bianchi: e ricorda che sei il ‘motore’ della famiglia, hai ancora tanto da dare. E meriti il meglio.
  5. Chiedi consiglio al tuo medico su quali analisi fare e quando ripeterle.
  6. Educa i tuoi figli, tuo marito e le tue amiche alla salute delle loro ossa. Puoi fare molto per loro. Ma devi iniziare te per prima!
  7. Non pensare che l’osteoporosi sia un’inevitabile conseguenza dell’età alla quale arrenderti.
  8. Una frattura è un campanello d’allarme importante! E non liquidare un dolore alla schiena come una banalità, potrebbe essere una frattura vertebrale.
  9. Non abbandonare la terapia, può essere la chiave del tuo successo, dell’autonomia, di una vecchiaia senza fratture.
  10. Parla con il tuo medico di osteoporosi, chiedi più informazioni possibili su prevenzione e terapia. Per combatterlo un nemico lo devi conoscere

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